
Selene Calloni Williams ha lanciato il suo nuovo libro “Diario di una Sciamana. Il cammino segreto di una monaca guerriera”, disponibile dal 16 settembre presso tutte le maggiori librerie fisiche e online.
Una storia unica di perdita e illuminazione, un viaggio straordinario scandito da profonde svolte umane e spirituali.
Il libro, edito da Piemme, narra l’incredibile vicenda personale di Selene Calloni Williams, un cammino che diventa ispirazione per ogni lettore, mostrando come anche nella vita più ordinaria si celino occasioni per trasformazioni profonde e iniziatiche.
Diario di una Sciamana, in questi giorni, è risultato il secondo libro più letti in Italia (dopo Bar Sport di Benni).
Da questo testo, tra l’altro, sarà tratto “Incantesimi d’Abissi”, il nuovo e attesissimo One Woman Show di Selene Calloni Williams, autrice e narratrice di straordinaria intensità, capace di intrecciare mito, spiritualità e arte in un’esperienza unica.
Selene, ho letto diverse tue pubblicazioni ed, inevitabilmente, in ciascuna di esse ho trovato qualcosa di te. Per la prima volta, però, in “Diario di una Sciamana. Il cammino segreto di una monaca guerriera”, racconti davvero quale è stata la tua strada. Come mai oggi la scelta di scrivere un libro così autobiografico?
“Diario di una sciamana” è nato dal bisogno di dare parola a ciò che era rimasto sospeso, come un nodo che impedisce al respiro di scorrere. Ho capito che raccontare la mia storia non significava parlare di me, ma offrire un varco agli altri: ogni caduta, ogni ferita, ogni rinascita diventa così un archetipo condiviso. Non è un atto di confessione, ma di restituzione: dono al lettore ciò che la vita mi ha insegnato perché possa riconoscerlo dentro di sé.

Hai detto che nella vita “hai perso diversi padri”. Cosa rappresenta per te la figura del Padre?
Il Padre, per me, non è solo un uomo o un genitore. È il principio dell’ordine, il volto della legge, il simbolo di un limite da affrontare e, a volte, da superare. Perdere più volte questa figura ha significato perdere radici, ma anche essere spinta a trovarle altrove, nella foresta, nella natura, nel grembo invisibile della vita stessa. Ogni padre perso mi ha insegnato che l’autorità vera non è fuori di noi, ma si trova nel cuore, quando impariamo ad ascoltare la voce della coscienza più profonda.
In una società ancora così squilibratamente “patricentrica”, come è possibile trovare un equilibrio?
L’equilibrio si trova accogliendo dentro di noi entrambi i principi: il maschile e il femminile, il padre e la madre. Viviamo in un mondo che ha idolatrato la logica del potere, della conquista, della supremazia, dimenticando la cura, l’ascolto, la vulnerabilità. Ritrovare equilibrio non significa abbattere un principio per innalzare l’altro, ma fonderli in una danza. Solo quando il maschile impara a piegarsi e il femminile osa innalzarsi, può nascere un’umanità nuova, meno dominata dal possesso e più guidata dall’immaginazione e dalla compassione.
Perché molti giovani, e non solo, ancora non trovano la loro strada, il loro dharma?
Perché sono immersi in un rumore che copre la voce dell’anima. La società propone infinite strade, ma spesso nessuna è quella che corrisponde al cuore. Il dharma non si trova all’esterno, ma nel silenzio: è un sussurro che chiede di essere ascoltato. I giovani non hanno bisogno di mappe, ma di fiducia: qualcuno che dica loro che smarrirsi fa parte del cammino. Perché proprio dallo smarrimento nasce la possibilità di inventare un sentiero nuovo.

Tutta la vita è immagine, narrazione, rito. Cosa vuol dire “lasciare andare” i padri e cosa ci insegna?
Lasciare andare i padri significa smettere di attendere riconoscimento e autorizzazione. Vuol dire spezzare il cordone che ci lega all’idea che qualcuno debba dirci chi siamo. È un gesto doloroso, ma necessario: solo lasciando andare possiamo accorgerci che l’autorità vera non è fuori, ma dentro di noi. È come attraversare un rito di passaggio: si muore a un’identità che ci è stata data e si rinasce a un’identità che finalmente scegliamo.
In che modo possiamo evolvere, nel dolore?
Il dolore è uno specchio crudele ma sincero. Ci strappa via le maschere, ci mette a nudo. Se non lo respingiamo, ci costringe a cambiare forma, ad abbandonare parti di noi che non servono più.
Cosa ci insegna, invece, il Lutto e come possiamo viverlo?
Il lutto, in particolare, è il più grande maestro di impermanenza: ci insegna che nulla ci appartiene, e proprio in questo sta la possibilità di amare in modo più vero. Quando lasciamo che il lutto ci attraversi, scopriamo che ciò che abbiamo perso continua a vivere dentro di noi, trasfigurato.
Da questo libro, sarà tratto lo spettacolo teatrale “INCANTESIMI D’ABISSI” – One Woman Show. D’altronde, il logos ha ancora più potenza della parola scritta, tant’è vero che nelle tradizioni gli incantesimi sono pronunciati a voce. Esperta anche di lettura – visto che sono diversi i tuoi testi su Audible, letti da te, come hai reso il passaggio dal libro al Teatro?
Il teatro è corpo vivo, è respiro condiviso. Se la scrittura era silenzio, intimità, il teatro è vibrazione, incontro diretto. Portare “Diario di una sciamana” sul palco significa incarnarlo, renderlo esperienza collettiva. Non sarà un semplice racconto, ma un rito scenico in cui le mie parole si uniranno a suoni, gesti, immagini, perché il pubblico non ascolti soltanto, ma si senta parte di una trasformazione.
Al di là della potenza della catarsi, perché secondo te il teatro è importante?
Perché accade qui e ora, non si può riavvolgere né correggere. È fragile e irripetibile, come la vita. Nel teatro ci si specchia senza difese, e in quella nudità ci si riconosce. È catarsi, ma anche comunità: un luogo dove le solitudini si toccano e diventano canto.
Sul palco sarai accompagnata dall’energia dei Taiko, i potenti tamburi giapponesi che scuotono il corpo e lo spirito, dal suono mistico dello Shakuhachi, flauto di bambù che calma la mente, e dalle vibrazioni evocative dell’handpan, delle campane e del gong. Quindi, cosa ci dobbiamo aspettare dallo spettacolo? Sarà interattivo?
Sì, perché lo spettatore non sarà mai semplice spettatore. I tamburi Taiko, lo Shakuhachi, l’handpan, il gong: ognuno di questi strumenti non accompagna, ma scuote, purifica, chiama. Lo spettacolo sarà un invito a partecipare con il corpo, con il respiro, con il cuore. Non si tratta solo di assistere, ma di attraversare insieme un incantesimo: quello di trasformare il buio in un varco di luce.

Quando e dove vedremo lo spettacolo? Perché la scelta di tornare in questo teatro?
Tornerò in un teatro che per me è casa, il Teatro Manzoni di Milano il prossimo 8 dicembre alle ore 20.00, perché ogni luogo porta un’energia precisa, un genius loci. Ho scelto questo spazio perché qui le mie parole possono risuonare senza ostacoli, come in una foresta che custodisce un segreto.
Tutte le mattine, ti impegni a fare dirette social dedicate al tuo precedente testo, Un minuto al giorno, in cui ci regali delle vere lezioni di antiche tradizioni e ci spieghi come meditare. Come sempre, ti chiederei un OMI, per i lettori di questo quotidiano… Grazie!
Chiudi gli occhi un momento. Inspira lentamente e lascia che l’aria diventi luce. Espira e lascia che questa luce scenda fino al cuore. Ripeti dentro di te: “La mia ferita è la mia forza. Il mio respiro è la mia casa. Io sono nel tempo della natura, e la natura è in me.”
Un minuto al giorno è sufficiente per ricordare che siamo già interi.
Incantesimi d’Abissi – One Woman Show
8 dicembre 2025
Ore 20:00
Teatro Manzoni – Via Alessandro Manzoni 42, Milano
I biglietti sono acquistabili in promozione speciale early bird a 15 euro fino al 14 ottobre a questo link:
oppure direttamente presso la biglietteria del Teatro Manzoni di Milano.
Tutti i biglietti sono venduti allo stesso prezzo, indipendentemente da settore e posizione. L’acquisto anticipato garantisce quindi le posizioni migliori.
SELENE CALLONI WILLIAMS
Autrice di numerosi libri tradotti in varie lingue e documentarista, da oltre quarant’anni studia e pratica la meditazione buddhista. Iniziata allo yoga esoterico e sciamanico, è l’incontro con il celebre psicoanalista James Hillman ad avvicinarla alla psicologia del profondo e alla visione immaginale. Fondatrice della Imaginal Academy, accademia svizzera di counselling e coaching, per Piemme ha pubblicato Wabi Sabi, Daimon , Kintsugi , Digiuno Immaginale e 1 minuto al giorno, meditazioni quotidiane.
Per info: https://selenecalloniwilliams.com/
https://www.instagram.com/selenecalloniwilliams
INTERVISTE:
https://www.youtube.com/watch?v=ug-_tIM74&t=291s
