di LUCIO LEONE

Chi scrive ha avuto la fortuna di vivere in una vivace Milano i propri anni di formazione, anche professionale, in una stagione in cui le compagnie straniere portavano facilmente nel Bel Paese spettacoli prodotti e allestiti nel lontano (in tutti i sensi) mondo di Oz, dove Oz era il West End londinese o la Broadway della Grande Mela.

Intendiamoci, anche negli anni meno fortunati per il genere musical, quando pian piano questi spettacoli hanno finito per non arrivare praticamente più, complice una crisi economica globale che ha ovviamente avuto ripercussioni nel mondo teatrale, c’è stata comunque qualche compagnia straniera che è venuta ad esibirsi da noi, portando l’allure dei rispettivi contesti di produzione a integrarsi con le proposte adattate e tradotte con alterne fortune da società italiane.

Il Rocky Horror Show, ad esempio, e Cats e Mamma Mia!, giusto per citare tre titoli mainstream, sono stati spesso proposti da tour europei sui nostri palcoscenici e hanno continuato a far ballare il piedino degli spettatori al ritmo del Time Warp, a commuovere gli animi sensibili con The Winner Takes It All e a spettinare le signore in prima fila all’acuto finale di Memory, ma altri veri e propri gioiellini (o gioielloni) da importazione sono del tutto spariti dai nostri cartelloni.

Sì, ci sono state sporadiche apparizioni di spettacoli come Ghost e Sunset Boulevard, però alla luce dei fatti possiamo considerarli più eventi singoli che facenti parte di una vera e propria consuetudine come invece è stato in quegli anni dorati per titoli “minori”, come Ain’t Misbehavin’ o Bubbling Brown Sugar, o “maggiori”, come West Side Story, la cui semplice citazione a chi ha avuto la fortuna di vederli in teatri come il Lirico qui a Milano (pre-chiusura per l’infinita ristrutturazione) strappa un sospiro malinconico e un sorriso compiaciuto per il tuffo nella memoria.

La speranza, sempre di chi scrive, è che si stia per assistere a un vero “rinascimento”, e sulla scia di spettacoli apripista come Six o l’inaspettato The Book of Mormon che si uniscono ai già citati sempreverdi felini di Webber e al Rocky Horror di ritorno a breve, illuminati direttori artistici permettano anche a chi non è avvezzo a trasferte oltremanica o oltreoceano di gustare la professionalità delle produzioni straniere che è, mediamente, molto, molto alta. Questo, peraltro, ma trattasi di riflessione del tutto personale, aiuterà anche i non addetti ai lavori – e fatemelo dire, parecchi addetti ai lavori di bocca troppo buona – a valutare con più competenza i titoli nostrani, rendendosi conto di quali siano (e ce ne sono, e sono molti) quelli di valore e quali siano invece… gli altri. Dove “altri” è qui un sinonimo di “…perché?” (cit. Bernadette, Priscilla).

A seguire, breve lista di titoli da “supportare” per dare speranza a una “new renaissance”:

ROCKY HORROR SHOW 

Dal 7 al 9 Novembre 2025                 BOLOGNA, Teatro Duse

Dall’11 al 16 Novembre 2025          TRIESTE, Teatro Rossetti

Dal 18 al 23 Novembre 2025           MILANO, TAM Teatro Arcimboldi

Dal 25 al 30 Novembre 2025           ROMA, Teatro Brancaccio

CATS

Dal 3 al 7 Dicembre 2025                   TRIESTE, Teatro Rossetti

Dal 7 Gen. al 1° Febbraio 2026       MILANO, TAM Teatro Arcimboldi

THE BOOK OF MORMON

Dal 10 al 21 Dicembre 2025             MILANO, TAM Teatro Arcimboldi