Al Teatro San Babila di Milano ritorna, dall’8 al 15 febbraio, Locandiera di Carlo Goldoni interpretata dalla Compagnia del Teatro San Babila diretta da Marco Vaccari. Della stessa compagnia, vi anticipo già da ora, tornerà anche, dall’11 marzo al 6 aprile, Uomini e Topi, per una lunga tenitura di uno spettacolo da non perdere.

Una classicissima commedia, scritta da Goldoni nella seconda metà del Settecento, che porta in scena, ancora una volta, per lo stesso autore, una donna forte ed indipendente, in un momento storico dove la donna era ancora una figura senza potere o, anzi, libertà.

La messa in scena di questa compagnia, magistralmente diretta da Marco Vaccari, trasforma i tre atti in uno solo, dove mai si registra un calo di energia.

La scenografia, che può sembrare semplice a sipario aperto, accoglie gli attori diventando essa stessa quinta, parete, corpo, con una scioltezza e vivacità tipiche delle messe in scene di Vaccari, che trasforma gli oggetti scenici in transazioni di ottimo effetto.

Il gioco di luci che sottolinea gli “a parte” contribuiscono a creare un’atmosfera di complicità con il pubblico, che vede, all’inizio e a fine spettacolo, l’abbattimento della quarta parete, mentre gli ammiccamenti degli attori, così giusti filologicamente, aggiungono quel tocco “frizzantino” così tipico delle commedie di Goldoni.

Ma attenzione. Le facezie e la civetteria di Mirandolina non sono soltanto un ribaltamento dell’ars amandi, fino ad allora prerogativa maschile, ma diventano, un maneggio, fondamentalmente onesto ma divertito, di una donna che sa e vuole gestire i suoi affari.

Bravi tutti gli attori in scena, provenienti da background di scuole e teatri di ottimo livello, alcuni anche doppiatori. L’affiatamento del gruppo è ormai palese: le controscene, mai lasciate al caso, ed il ritmo forsennato non potrebbero essere così ben oliati, senza una compagnia di tal guisa e una altrettanto efficace mano registica.

Lo sbeffeggiamento della nobiltà – da una parte i nobili veri, spesso decaduti, dall’altra le commedianti, le “guitte” che fingono di essere chi non sono – è reso con leggiadria, grazia, ironia e caratterizzazione, senza mai sfociare in macchiette o nelle maschere della commedia dell’arte, da cui Goldoni inizia a staccarsi.

Ottima l’idea delle marionette, manovrate da Mirandolina, che sono in pratica il sunto del plot narrativo.

Il finale, che non racconterò qualora qualcuno non lo ricordasse, non è per nulla scontato e dà un’ulteriore stoccata alla nobiltà, rendendo il testo un piccolo ed ironico manuale per le donne dell’epoca (ma non solo): “Quando mai si trovassero in occasioni di dubitare, di dover cedere, pensino alle malizie imparate, e si ricordino della Locandiera”.

Un testo del tutto moderno, faceto e brillante, dove l’accurata ricerca filologica resta in primo piano, con solo qualche piccola concessione, ben accolta del pubblico (stranamente, quasi tutti, anche i giovani, hanno riso sulla citazione di un brano ironico di Mina degli anni ’60: a voi il piacere di scoprirlo).

Nel cuore di Milano, in cui piazza San Babila è gremita dal popolo delle Olimpiadi, ritagliarsi un paio di ore scarse, nella Locanda tutta italiana di Mirandolina è rinfrancante per lo spirito e l’anima.

“Fra tutte le Commedie da me sinora composte, starei per dire esser questa la più morale, la più utile, la più istruttiva. Sembrerà ciò essere un paradosso a chi soltanto vorrà fermarsi a considerare il carattere della Locandiera, e dirà anzi non aver io dipinto altrove una donna più lusinghiera, più pericolosa di questa. Ma chi rifletterà al carattere e agli avvenimenti del Cavaliere, troverà un esempio vivissimo della presunzione avvilita, ed una scuola che insegna a fuggire i pericoli, per non soccombere alle cadute” (C.Goldoni)

COMPAGNIA TEATRO SAN BABILA

LA LOCANDIERA

di Carlo Goldoni

regia Marco Vaccari

  • Il Cavaliere di Ripafratta   Marcello Mocchi
  • Il Marchese di Forlipopoli Gianni Lamanna
  • Il Conte d’Albafiorita Felice Invernici
  • Mirandolina, locandiera Cristina Liparoto
  • Ortensia comica Giulia Marchese
  • Dejanira comica Chiara Serangeli
  • Fabrizio, cameriere di locanda Lorenzo Alfieri
  • Servitore, del Cavaliere Leonardo Moroni

luci Jacopo Sartori

BIGLIETTI IN VENDITA IN TEATRO E ONLINE

Intero € 27

Under/over € 22

Studenti 12

Gruppi minimo 10 persone € 15

ORARI BIGLIETTERIA

La biglietteria è aperta da martedì a venerdì dalle ore 14 alle ore 17

ed un’ora prima di ogni spettacolo

TEATRO SAN BABILA

Corso Venezia 2/A – 20121 Milano

Telefono 02 46513734 – info@teatrosanbabilamilano.it

www.teatrosanbabilamilano.it