
“Naturopatia e Sport: benessere, performance ed equilibrio psicofisico” è un libro scritto dalla collega giornalista Marina Denegri e dalla naturopata Giusi Baldoni.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute non come la semplice assenza di malattia, ma come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale: un po’ il focus di questo testo che definisce il “triangolo della salute”, corpo, mente ed energia.
Ho intervistato per voi le Autrici.
Al detto “mens sana in corpore sano”, i mistici e i filosofi hanno sempre aggiunto il concetto di “energia”. Pensiamo alle Le radici della medicina ippocratica. Cos’è secondo voi l’energia?
Il triangolo della salute i cui lati sono mente, corpo, energia è il cuore concettuale di Naturopatia e Sport. È il modello che guida l’intero approccio olistico del volume e rappresenta l’equilibrio necessario per vivere lo sport in modo sostenibile, naturale e consapevole. Il corpo e la parte fisica, la mente quella mentale mentre l’energia è il campo elettromagnetico.
Naturopatia e sport mostra come questi tre elementi siano interdipendenti. Se tutti e tre sono allineati si ha il benessere vero e duraturo. Se uno si indebolisce, l’intero sistema perde stabilità.
La tematica dell’energia è ampia e complessa, perché riguarda tutto ciò che muove l’universo e tutto ciò che vive sulla Terra. Ogni forma di vita si modifica, si esprime e si regola attraverso l’energia. È il collante che unisce il nostro corpo, le nostre emozioni e la nostra biochimica, creando un dialogo continuo tra ciò che sentiamo, ciò che pensiamo e ciò che il corpo manifesta. Questa energia scorre dentro di noi attraverso canali sottili che gli antichi cinesi chiamavano Meridiani, vie di comunicazione che permettono all’organismo di mantenere equilibrio, vitalità e armonia.
Quanto una performance sportiva, ma anche artistica, può essere un mezzo per crescita personale e consapevolezza?
La performance, che sia sportiva o artistica, può diventare una straordinaria fonte di crescita personale, ma tutto dipende dal modo in cui scegliamo di avvicinarci a ciò che facciamo. Si può essere tecnicamente bravissimi in una disciplina, ma se la si vive in modo superficiale, senza presenza e senza ascolto, quella bravura non porta davvero lontano.
Quando invece portiamo consapevolezza nei gesti, nelle azioni e nei movimenti, accade qualcosa di diverso: ogni esperienza diventa occasione di evoluzione, ogni allenamento o esibizione diventa un luogo in cui imparare qualcosa su di noi. È in questo spazio che la crescita personale si amplifica e che l’autostima, insieme al valore che riconosciamo a noi stessi, si rafforza in modo naturale e profondo.
Cosa significa “equilibrio” per voi?
L’equilibrio non è mai identico per tutti, perché ciascuno di noi è formato in modo diverso. Ogni persona porta dentro di sé una combinazione unica dei quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco) che corrispondono a quattro forze cellulari fondamentali. Queste forze devono rimanere in equilibrio tra loro: nessuna dovrebbe prevalere o schiacciare le altre. Per noi, l’equilibrio è proprio questo scambio armonico e continuo tra le quattro energie che ci compongono.
È naturale che uno o due elementi siano più dominanti, perché fanno parte della nostra costituzione, ma è importante che non diventino estremi o “picchi” che destabilizzano il sistema. Una persona può avere una forte componente fuoco, per esempio, ma deve mantenere la consapevolezza di essere anche acqua, aria e terra. Solo così può restare centrata, integra e in armonia con se stessa.
Un capitolo è dedicato alla bioenergetica: il corpo come via di guarigione. É vero che abbiamo in noi tutti gli strumenti per stare bene?
Abbiamo già dentro di noi tutti gli strumenti per stare bene. La bioenergetica è una risorsa naturale a disposizione del nostro corpo, e imparare a usarla significa imparare a gestire la nostra energia. Quando conosciamo la nostra costituzione — per esempio, se siamo persone con molta componente fuoco — diventa fondamentale imparare a modulare quella forza, invece di lasciarla esplodere in modo incontrollato.
Un momento di nervosismo, una reazione impulsiva, uno stato di rabbia non sono “nemici” da reprimere, ma segnali energetici da accogliere e trasformare.
Possiamo imparare a veicolarli in azioni che ci fanno bene: una corsa, un esercizio fisico, un gesto consapevole che permette all’energia di fluire senza danneggiarci. È così che il corpo ritrova equilibrio e che noi impariamo a stare meglio, usando ciò che già possediamo.
Quanto e come si avvicinano le performance artistiche alla pratica sportiva?
La performance artistica e la pratica sportiva sono, in fondo, due modi diversi di esprimere la stessa cosa: la nostra energia. Ogni gesto, ogni movimento, ogni atto creativo nasce da un flusso energetico che ci attraversa e che prende forma attraverso il corpo.
Non è un caso che l’alchimia venisse chiamata ars regia: era l’arte di saper trasformare e dirigere l’energia, di conoscerla e governarla con consapevolezza. Allo stesso modo, qualsiasi cosa facciamo — che sia un allenamento, una coreografia, un’esecuzione tecnica o un atto creativo — è sempre un esercizio di gestione dell’energia, un modo per darle direzione, significato e forma.
Qual è il vostro Erlebnis e come avete unito le vostre storie per scrivere questo libero?
Pur essendo due persone diverse, con storie di vita differenti e un approccio allo sport non sempre uguale, condividiamo una visione analoga di benessere. È proprio da questa sintonia profonda che è nata la decisione di unire le nostre competenze e dare vita a Naturopatia e sport”.
Un progetto comune che intreccia esperienze, sensibilità e professionalità diverse, ma orientate verso lo stesso obiettivo: offrire strumenti semplici e concreti per vivere lo sport e la vita in modo più consapevole, naturale ed equilibrato.
Cosa troviamo praticamente nel testo?
In Naturopatia e Sport troviamo un’infarinatura di tutto ciò che serve per vivere una vita in equilibrio e imparare a gestire la nostra energia: alimentazione, floriterapia, cromoterapia, meditazione, respiro consapevole, frequenze.
Non si tratta di nozioni astratte, ma di strumenti concreti che ci aiutano a conoscerci meglio, a capire come funzioniamo e a utilizzare in modo più armonico le risorse che già possediamo. È un percorso che unisce corpo, mente ed energia, offrendo le basi per ritrovare centratura, benessere e consapevolezza nella vita quotidiana
Il libro non è solo per gli sportivi: a chi si rivolge?
Naturopatia e sport si rivolge non solo ad atleti, operatori del benessere e fisioterapisti, ma a chiunque desideri vivere rispettando i ritmi della natura e cercando un equilibrio autentico.
È pensato per tutte le persone che vogliono conoscersi meglio, ascoltare il proprio corpo, comprendere la propria energia e imparare a gestirla in modo consapevole. Chiunque senta il bisogno di ritrovare armonia, centratura e benessere può trovare in queste pagine un punto di partenza semplice ma profondo.

Quanto è importante nella vita di tutti i giorni la presenza e come metterla in pratica? Cosa significa “non giudicare”?
La presenza significa radicarsi nel qui e ora. Quando viviamo proiettati nel futuro, entriamo facilmente in uno stato d’ansia, perché ci muoviamo in un territorio che non esiste ancora e che non possiamo controllare del tutto. Possiamo programmare, certo, ma dobbiamo anche accettare che gli imprevisti fanno parte della vita e che nulla è garantito. Allo stesso modo, quando restiamo ancorati al passato, rischiamo di scivolare nella nostalgia o nella tristezza, fino a sfiorare la depressione.
Essere presenti, invece, significa essere coscienti di ciò che stiamo facendo mentre lo facciamo: un gesto, un respiro, un’azione vissuta con consapevolezza. È in questo spazio che ritroviamo equilibrio, lucidità e una qualità di vita più stabile e autentica. Ogni volta che viviamo in presenza (di quello che siamo, di come viviamo, di come gestiamo le emozioni ) gestiamo la nostra vita.
Non giudicare significa riconoscere che ognuno di noi ha il diritto di vivere le proprie esperienze, anche sbagliando. Nessuno di noi è nella posizione di stabilire se un altro abbia fatto bene o male: il giudizio crea separazione, divide, irrigidisce. L’essere umano è duale per natura, porta dentro di sé sia la luce sia l’ombra, sia il bene sia il male.
Ogni volta che giudico, applico una forma di separazione e mi allontano sempre di più dall’energia primordiale che mi governa e che tiene insieme tutte le cose. Accogliere invece di giudicare significa restare in contatto con quella forza originaria, riconoscere la complessità dell’altro e anche la nostra, e muoverci nel mondo con maggiore consapevolezza.
Da anni, porto avanti il progetto di “giornalismo gentile”. Quanto secondo voi è importante “la parola”?
Le parole hanno una frequenza. Ogni volta che le pronunciamo, entrano nel campo elettromagnetico di una persona e lasciano un’impronta, un seme. Non sono mai neutre: portano un’energia che può sostenere, elevare, rassicurare, oppure ferire, indebolire, confondere.
Quando diventiamo consapevoli del potere vibratorio delle parole, iniziamo a usarle con più attenzione, sapendo che ciò che diciamo contribuisce a creare il nostro stato interiore e quello di chi ci ascolta. Parlare diventa così un atto energetico, un gesto di responsabilità e di presenza.
La parola, come la Musica, è frequenza. Come alzare la nostra frequenza personale?
Alzare le frequenze significa uscire dal vittimismo e tornare a sentirsi parte viva della natura. Quando ci riconnettiamo all’ambiente che ci circonda, quando ci rendiamo conto che siamo fatti della stessa sostanza degli alberi, dell’acqua, del vento e della terra, la nostra energia cambia.
Ritagliarsi spazi di risata e leggerezza aiuta a sciogliere le tensioni, così come ascoltare musica o dedicarsi alla meditazione permette di riportare ordine dentro di noi. Sono gesti semplici, ma capaci di trasformare il nostro stato interiore e di riallinearci a una frequenza più alta, più armonica, più nostra.
Da quali pratiche elementari può partire chi non si è mai approcciato a nulla?
Comprendere chi siamo davvero significa riconoscere che ognuno di noi è inserito in un contesto più grande: non possiamo vivere separati, perché siamo parte di una rete sociale, energetica e naturale che ci sostiene e ci influenza. Il percorso verso l’equilibrio può iniziare da gesti semplici ma fondamentali, come scegliere un’alimentazione sana. Più il cibo è pulito, più anche il nostro flusso energetico diventa pulito e scorrevole.
A questo si possono affiancare esercizi di scarico energetico, pratiche di respirazione consapevole e momenti dedicati al riequilibrio. È altrettanto utile avvalersi di terapeuti qualificati, che possono accompagnarci nel comprendere meglio il nostro corpo, le nostre emozioni e il modo in cui l’energia si muove dentro di noi. Sono passi concreti che ci aiutano a ritrovare armonia e a vivere con maggiore presenza e consapevolezza.
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