Un viaggio iniziatico tra mito, rituali e storie di trasformazione.

Dal 21 ottobre 2026 in libreria per Bompiani il nuovo libro di Selene Calloni Williams: un romanzo
epico e misterioso che diventa anche un percorso di consapevolezza, un invito ad attraversare il dolore,
la perdita e il conflitto per ritrovare capacità dimenticate e nuove possibilità di trasformazione.

Selene Calloni Williams: il 21 ottobre uscirà per Bompiani “Cacciatori di anime. Lungo il sentiero della guarigione”, il suo nuovo libro, che segna per la prima volta il suo ingresso nella narrativa.

Dopo una lunga produzione dedicata alla saggistica e ai temi della meditazione, dell’immaginale e della trasformazione interiore, Selene si confronta per la prima volta con la forma del romanzo a tutti gli effetti: un’opera narrativa, con una storia, personaggi e un percorso di trasformazione, che mantiene però al suo interno alcuni degli elementi che caratterizzano da sempre il suo lavoro, tra cui pratiche e contenuti meditativi.

È proprio questo passaggio di genere a rendere il libro particolarmente interessante anche al di là del pubblico che già conosce Selene: “Cacciatori di anime” può infatti entrare a pieno titolo nelle rubriche dedicate ai libri e alla narrativa, oltre che in quelle più tradizionalmente legate ai suoi temi.

Ho intervistato per voi Selene e, come sempre, ne è nata un’analisi molto interessante…

L’interessante per mezzo. Secondo Alessandro Manzoni l’autore deve usare una materia attuale o avvincente, come la forma romanzo, per catturare l’attenzione del pubblico e non annoiarlo. Per questo hai scelto la forma del romanzo?

Il romanzo permette di incontrare un’esperienza dall’interno. Quando ci affezioniamo a un personaggio, attraversiamo con lui qualcosa: la sua paura ci tocca, la sua scelta ci interroga, il suo coraggio può risvegliare il nostro. Una spiegazione, per quanto convincente, difficilmente raggiunge la stessa profondità.

Nel mio lavoro il racconto ha sempre avuto un ruolo fondamentale. Lo sciamanismo è anche un’arte del raccontare: le storie custodiscono immagini capaci di agire sulla nostra vita. Ho scelto il romanzo perché desideravo che il lettore potesse vivere il cammino dei cacciatori, sentirne il mistero, partecipare alle loro avventure.

“Cacciatori di anime”è un libro particolarmente importante per me. Sento che segna una svolta nel mio percorso: ciò che negli anni ho trasmesso attraverso insegnamenti e pratiche qui prende vita dentro una storia. Il lettore può lasciarsi coinvolgere dal racconto e, a un certo punto, accorgersi che qualcosa lo riguarda molto da vicino.

Un romanzo che è anche un libro di meditazione e che hai definito “la narrazione del risveglio”, con uno scopo: riattivare talenti e doti che abbiamo dimenticato. Cosa sono i poteri Auran?

Nel linguaggio del libro, Auran richiama l’alba, l’origine, una condizione nella quale l’essere umano si sente intimamente parte della vita. I poteri Auran sono le facoltà legate a questa memoria di appartenenza: percezioni dirette, capacità di ascolto e di trasformazione che possono emergere quando il pensiero smette di occupare tutto lo spazio.

Il romanzo le racconta attraverso sette rituali. Vi sono il potere della rigenerazione, l’echomanzia, la dissolvenza corporea e la tenuta del vuoto, la risonanza senza emissione, l’innesto, la protezione e il viaggio tra i mondi. Sono nomi che acquistano significato attraversando la storia e le meditazioni che la accompagnano.

Per avvicinarci a questa dimensione possiamo partire da un’esperienza semplice: quante volte abbiamo sentito qualcosa profondamente, prima di riuscire a spiegarlo? Quanto cambia un incontro quando ascoltiamo con tutto il corpo, senza preparare subito una risposta?

La mia ricerca riguarda queste possibilità dell’essere umano. Il libro le porta nel linguaggio del mito e invita il lettore a esplorarle attraverso la propria esperienza.

I protagonisti sono gli stessi de “Il profumo della luna”: chi sono? Sono persone reali?

Sì, ritroviamo Svetlana, Kazimir e Anastasiya. Sono persone reali, sciamani che ho incontrato durante i miei viaggi in Siberia. Ne “Il profumo della luna” avevo già raccontato il loro mondo; in “Cacciatori di anime” il cammino prosegue e si apre a nuove vicende.

Qui è soprattutto Svetlana a condurci: il suo quaderno diventa la porta d’ingresso nel racconto e nella memoria dei cacciatori.

Naturalmente un romanzo trasforma gli incontri in narrazione. Queste figure hanno una presenza concreta nella mia storia e, attraverso la scrittura, diventano anche immagini nelle quali il lettore può riconoscere aspetti di sé. È ciò che amo del racconto: una persona incontrata in una terra lontana può renderti improvvisamente più vicino a qualcosa che porti dentro.

Quali sono le difficoltà del risveglio?

Una delle difficoltà più grandi è l’attaccamento all’immagine che abbiamo costruito di noi stessi. Anche quando ci fa soffrire, ci è familiare. Sappiamo chi siamo dentro quella storia, conosciamo le nostre giustificazioni, le nostre paure, perfino le nostre sconfitte.

Risvegliarsi può significare accorgersi che quella storia ci sta diventando stretta. E allora si apre un’incertezza: se smetto di definirmi attraverso ciò che mi è accaduto, chi sono? Che cosa desidero davvero? Quale responsabilità sono disposto ad assumermi?

C’è poi l’aspettativa che il cammino interiore debba farci sentire sempre bene. L’incontro con la propria ombra può essere scomodo. Ci sono rabbia, perdita, senso di colpa, desideri che abbiamo giudicato o soffocato.

Nel libro questi passaggi entrano nelle avventure dei personaggi. Mi interessa mostrare che anche nei momenti in cui ci sentiamo smarriti può maturare una possibilità. Occorrono presenza e pazienza, e soprattutto la disponibilità a incontrare ciò che emerge.

Perché era questo il momento giusto di lavorare sul risveglio dei talenti?

Perché sento che siamo davanti a una domanda decisiva: che cosa vogliamo fare delle nostre possibilità umane, mentre la tecnologia sviluppa capacità sempre più ampie?

Abbiamo dedicato molta energia a calcolare, organizzare, produrre e controllare. Adesso possiamo affidare una parte di queste attività a strumenti tecnologici. Questo potrebbe aprire uno spazio prezioso per coltivare l’attenzione, la creatività, la sensibilità, la relazione con la natura. Ma quello spazio dobbiamo scegliere di abitarlo.

È qui che nasce l’urgenza di “Cacciatori di anime”. Desidero richiamare doti che abbiamo trascurato, perché spesso non sono misurabili e non danno un risultato immediatamente spendibile.

Per me questo libro rappresenta un passo collettivo. Vorrei che aiutasse le persone a riconoscere possibilità che sentono già muoversi dentro di sé e a dar loro un posto nella vita quotidiana.

Parli anche di intelligenza artificiale: quali sono i vantaggi e i pericoli di questa tecnologia, secondo te?

Vedo una possibilità molto interessante: l’intelligenza artificiale può alleggerire alcune attività ripetitive, aiutarci a organizzare informazioni, offrirci strumenti per lavorare e ricercare. Il tempo che recuperiamo può diventare tempo vissuto con maggiore profondità.

Il pericolo che mi interroga maggiormente è la rinuncia al nostro discernimento. Possiamo abituarci a ricevere risposte già pronte e perdere il gusto di sostare in una domanda, di cercare una parola nostra, di ascoltare ciò che proviamo. Anche una risposta molto ben formulata richiede qualcuno che sappia valutarla e assumersi la responsabilità di usarla.

Mi interessa soprattutto ciò che accade a noi nella relazione con questi strumenti. Li usiamo per ampliare le nostre possibilità? Quanto spazio lasciamo alla nostra immaginazione?

In “Cacciatori di anime” l’IA entra proprio in questa riflessione. Il suo sviluppo rende ancora più urgente coltivare la coscienza, la presenza e il pensiero del cuore. Vorrei che la tecnologia ci aiutasse a trovare tempo per vivere e che sapessimo riconoscere il valore di quel tempo.

Siamo tutti “cacciatori di anime”?

Tutti, nella visione del libro, partecipiamo della stessa origine. La possibilità di ricordarla ci appartiene. Diventare cacciatori implica però una scelta: mettersi al servizio del risveglio, riconoscere chi è pronto a ricordare e accompagnarlo.

Un cacciatore può incontrarti attraverso una persona, una storia, un’immagine che arriva proprio quando sei disposto ad ascoltare. Qualcosa ti riconosce e tu, attraverso quell’incontro, cominci a riconoscere te stesso.

Anche nella vita quotidiana possiamo custodire questa possibilità: ascoltando qualcuno senza volerlo subito correggere, lasciando spazio a un talento, dando fiducia a una chiamata che cerca ancora le parole per esprimersi.

È per questo che mi piace lasciare al lettore una domanda: “E se anch’io fossi un cacciatore di anime?”. Vorrei che continuasse a risuonare dopo l’ultima pagina.

Il mito diventa la struttura stessa del racconto e uno strumento di esplorazione interiore. A chi si rivolge il libro?

A chi ama l’avventura e il mistero, e a chi sente che la propria vita gli sta chiedendo qualcosa. Non occorre conoscere lo sciamanismo o aver già praticato la meditazione: si può entrare semplicemente attraverso la curiosità per la storia.

Penso a chi attraversa un cambiamento, a chi ha perso qualcosa di importante, a chi avverte un talento e continua a rimandare il momento di esprimerlo. Ma anche a chi sta bene e desidera vivere con maggiore intensità e consapevolezza.

Il mito ci permette di riconoscere una dimensione più ampia nelle nostre esperienze. Una paura che credevamo soltanto nostra trova un’immagine, una storia, un movimento. Questo può aiutarci a guardarla e a scoprire come entrarvi in relazione.

Mi piacerebbe che il lettore si sentisse coinvolto senza sentirsi obbligato a condividere una visione. Che potesse leggere, emozionarsi, fermarsi su una meditazione e osservare che cosa accade dentro di lui. Il punto d’incontro è l’esperienza.

Come tuo solito, seguirai i lettori con delle dirette per procedere insieme sul sentiero tracciato dal romanzo. Quanto è importante questo contatto virtuale tra la tua “family” e te?

È molto importante, anche per me. Quando un libro raggiunge i lettori, comincio a scoprire aspetti del suo cammino che da sola non potrei conoscere. Una persona si ferma su una frase, un’altra si riconosce in un personaggio, un’altra ancora porta una domanda che apre una prospettiva inattesa.

La “family” è una comunità con la quale condivido da tempo pratiche, ricerca e momenti di vita. Questo legame dà continuità: ci permette di tornare sulle esperienze, ascoltare ciò che cambia, sostenerci nel dare forma alle intuizioni.

Le dirette dedicate a “Cacciatori di anime” saranno un’occasione per attraversare insieme alcuni passaggi del libro e praticare. La lettura conserva la sua intimità; l’incontro aggiunge la forza della condivisione.

Mi commuove pensare che persone lontane possano dedicare lo stesso momento all’ascolto e alla meditazione. È un modo concreto di coltivare vicinanza.

Quando e dove potremo seguirti online?

Ho già iniziato un ciclo di dirette dedicato a “Cacciatori di anime”. Ci incontriamo il lunedì e il mercoledì tra le 7 e le 7,30 del mattino sulle mie pagine Facebook, Instagram e sul mio canale Youtube.

Attraverseremo insieme temi, immagini e pratiche del romanzo, lasciando spazio alle domande e alle esperienze dei lettori. Si può partecipare anche se ci si avvicina per la prima volta al mio lavoro: mi piacerebbe che questi incontri fossero una porta aperta per chi sente il desiderio di iniziare.

Selene Calloni Williams
Cacciatori di anime. Lungo il sentiero della guarigione
editore Bompiani
In libreria dal 21 ottobre 2026

LINK PER ACQUISTO DEL LIBRO

https://www.amazon.it/Cacciatori-anime-Lungo-sentiero-guarigione/dp/8830153893/ref=sr_1_1?crid=T1LK6GXPUZ1M&dib=eyJ2IjoiMSJ9.2xB1KKnIkycGHE2S5BZhFg.Wn9a_E0xhXZRvhQzFRrg8C6dwxFY3MqWHCxCX30NyBw&dib_tag=se&keywords=cacciatori+di+anime+selene+calloni+williams&qid=1790777844&sprefix=cacciatori+di+anime%2Caps%2C198&sr=8-1

VIDEO INTERVISTA PER SPETTAOLO KINTSUGI

LINK UTILI

SPETTACOLO IN ARRIVO AL TEATRO MANZONI: https://www.riflettorisu.com/2026/06/27/selene-calloni-williams-a-teatro-il-nuovo-spettacolo-tu-sei-la-foresta-diventa-un-tour-nazionale-lintervista/

LIBRO RISVEGLIA LA TUA MENTE: https://www.riflettorisu.com/2026/06/15/selene-calloni-williams-lancia-oggi-il-nuovo-libro-risveglia-la-tua-mente-trasforma-la-sofferenza-in-armonia-ed-equilibrio/

VIDEOINTERVISTA PER DAIMON

SELENE CALLONI WILLIAMS

Autrice di numerosi libri tradotti in varie lingue e documentarista, da oltre quarant’anni studia e pratica la meditazione buddhista. Iniziata allo yoga esoterico e sciamanico, è l’incontro con il celebre psicoanalista James Hillman ad avvicinarla alla psicologia del profondo e alla visione immaginale. Fondatrice della Imaginal Academy, accademia internazionale di counselling e coaching, per Piemme ha pubblicato Wabi Sabi, Daimon , Kintsugi , Digiuno Immaginale , 1 minuto al giorno, meditazioni quotidiane e Diario di una sciamana. Il cammino segreto di una monaca guerriera.

Per info: https://selenecalloniwilliams.com/

https://www.instagram.com/selenecalloniwilliams